La forza del destino

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Gennaio 1970
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Trama

L'azione si svolge in Italia e in Spagna, nel Settecento. Tra il primo e il secondo atto passano circa 18 mesi. Tra il secondo e il terzo alcuni anni; e tra il terzo e il quarto oltre un lustro.

 

Atto I

Donna Leonora di Vargas (soprano) e don Alvaro (tenore), meticcio, per evitare l'opposizione al loro matrimonio del padre di lei, il marchese di Calatrava (basso), si preparano a fuggire nottetempo da Siviglia. Leonora, affezionata nonostante tutto al padre, medita sull'incertezza del proprio destino e dice addio alla terra natia. L'arrivo di Alvaro le fa svanire gli ultimi dubbi, ma i due vengono sorpresi dal marchese, che, tornato all'improvviso, rinnega la figlia e ordina ai servi di arrestare il giovane. Questi, proclamandosi unico colpevole, si dichiara pronto a subire la punizione del marchese e getta a terra la pistola, da cui parte un colpo che uccide il vecchio. I due sventurati amanti scompaiono nella notte.

 

Atto II

Il fratello di Leonora, don Carlo (baritono), deciso a vendicare la morte del padre, è alla ricerca dei due amanti. Giunto a Hornanchuelos si spaccia per uno studente agli occhi degli avventori di un'osteria, tra i quali si trovano dei pellegrini, la zingara Preziosilla (mezzosoprano), alcuni soldati, un mulattiere, e la stessa Leonora che, travestita da uomo, si sta dirigendo al Monastero della Vergine degli Angeli, nei pressi del quale intende vivere in eremitaggio. Dal racconto di don Carlo Leonora scopre che don Alvaro, creduto morto, è ancora in vita, e teme per la propria stessa incolumità: si appresta quindi a ritirarsi dal secolo con rinnovato vigore.

Giunta al monastero, la giovane si affida alla Vergine pregando perché i propri peccati siano perdonati, quindi chiede un colloquio al padre guardiano (basso), cui rivela la propria identità e il desiderio di espiazione. Il padre, indulgente e comprensivo, l'avverte però che la vita che l'attende è piena di stenti e cerca di convincerla per l'ultima volta a ritirarsi in convento invece che in una misera grotta. Constatando la fiduciosa costanza di Leonora, tuttavia, acconsente al volere di lei e, consegnatole un saio, chiama a raccolta i monaci che, maledicendo chiunque oserà infrangere l'anonimato dell'eremita, si rivolgono in coro alla Madonna.

 

Atto III

Siamo in Italia, vicino a Velletri. È notte, infuria la lotta tra gli spagnoli e gli imperiali. Don Alvaro è capitano dei granatieri spagnoli e, non potendo sopportare oltre le sue sventure, spera di trovare la morte in battaglia. Rievocando il proprio passato di orfano, figlio di discendenti della famiglia reale Inca, ripensa alla notte fatale in cui vide per l'ultima volta Leonora, e, convinto che la giovane sia morta, le chiede di pregare per lui.

Ad un tratto, sente il lamento di un soldato in difficoltà, accorre in suo aiuto e gli salva la vita: l'uomo altri non è che don Carlo, che però non riconosce il giovane indio. I due si giurano eterna amicizia. L'indomani, tuttavia, Alvaro stesso cade ferito e viene trasportato da don Carlo. Alvaro morente affida a Carlo una valigia con un plico sigillato contenente un segreto che non dovrà mai essere rivelato: alla sua morte il plico dovrà essere bruciato.

Carlo giura di farlo, ma una volta rimasto solo, insospettito dall'orrore provato dall'amico al nome dei Calatrava, apre la valigia, dentro la quale trova un ritratto di sua sorella Leonora: vedendo confermati i propri sospetti, sfida don Alvaro a duello. I due hanno già incrociato le spade quando sopraggiunge la ronda: Alvaro scappa e trova rifugio in un monastero. Nell'accampamento, intanto, ricomincia la vita di sempre: la zingara Preziosilla predice il futuro e incita i soldati alla battaglia.

 

Atto IV

Nei pressi del Monastero degli Angeli il frate Melitone (baritono) distribuisce la minestra ai poveri. Questi, lamentandosi per il suo comportamento sgarbato, rimpiangono l'assenza del padre Raffaele, il nome scelto da don Alvaro al momento dell'entrata in monastero.

Lo stesso padre Raffaele è richiesto da don Carlo, che, scoperto il nascondiglio di don Alvaro, lo sfida nuovamente a duello. In un primo momento don Alvaro rifiuta il confronto ma, sentendosi chiamare codardo e mulatto, si prepara ad incrociare nuovamente il ferro con lui.

Presso la grotta dove si è ritirata, Leonora, riconoscendosi ancora innamorata di don Alvaro, piange il proprio destino. Sentendo improvvisamente dei rumori nelle vicinanze, si rifugia nel proprio abituro, ma è richiamata proprio da don Alvaro che, avendo ferito don Carlo a morte, cerca un confessore per dare all'agonizzante gli ultimi conforti. Terrorizzata, Leonora chiama aiuto ma, inaspettatamente riconosciuta dal giovane, si accinge a ricongiungersi con lui. Messa a parte del ferimento di don Carlo, tuttavia, si precipita da lui che, ancora ossessionato dal desiderio di vendetta, la pugnala. Raggiunta dal padre guardiano, Leonora spira tra le braccia di don Alvaro, augurandosi di ritrovarlo in cielo. Egli, rimasto definitivamente solo sulla terra, maledice ancora una volta il proprio destino.

Programma e cast

Cast


Direzione musicale, Christoph Campestrini

Messa in scena, Julian Pölsler

Palco, Hans Kudlich

Costumi, Andrea Hölzl

Coreografia, Monica I. Rusu-Radman

Direzione del coro, Michael Schneider

Maschera, Csilla Domján

Luce, Lukas Siman


Biografia
Christopher Campestrini


Nato a Linz. Educazione musicale a New York presso la Juilliard School e la Yale University. Attività concertistica in tutto il mondo con oltre 120 orchestre: DSO Berlino, LSO Londra, Tchaikovsky Symphony Orchestra Mosca, The Philadelphia Orchestra, Mozarteum Orchestra Salzburg, RSO Vienna. Oltre 100 spettacoli come primo Kapellmeister all'Aalto Musiktheater Essen. Impegni: Teatro Regio Torino, Teatro Lirico Cagliari, Deutsche Oper am Rhein, Minnesota Opera, Opéra de Montréal, Sakai City Opera Osaka in Giappone e molti altri. Dal 2013 direttore musicale del Festival internazionale di fine estate di Dubrovnik. 2016 Nomina come Kapellmeister della Hofmusikkapelle di Vienna, collaborando con l'Orchestra Filarmonica di Vienna, il Coro dei Ragazzi di Vienna e il Coro dell'Opera di Stato di Vienna; produzioni all'operklosterneuburg: Don Pasquale (2012), Die lustigen Weiber von Windsor (2013), Rigoletto (2015), Cavalleria Rusticana | Bajazzo (2016), Le Comte Ory (2017), La Traviata (2018).

Corte imperiale del monastero di Klosterneuburg

Nell'elegante ambiente all'aperto della corte imperiale barocca dell'abbazia di Klosterneuburg si visita ogni anno l'abbazia di Klosterneuburg.
11.000 spettatori il piccolo ma molto bello festival dell'opera. Nel corso degli anni, le produzioni annuali sono diventate un punto fermo nel panorama culturale estivo austriaco. La favolosa acustica della corte non richiede alcuna tecnologia di amplificazione. La Corte Imperiale ha spazio per 846 amanti dell'opera ed è sede del terzo più grande festival lirico all'aperto dell'Austria!


In caso di maltempo nella vicina Babenbergerhalle in Rathausplatz

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