Aida

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La 'Regina' dell'Arena di Verona dal 20 giugno 2020 sarà in scena, in 16 rappresentazioni con l'imponente produzione creata nel 2002 dal genio di Franco Zeffirelli, che ricrea un antico Egitto magnifico e variopinto, grazie anche ai costumi iconici creati da Anna Anni, su una scenografia dominata da una grande piramide dorata, appositamente concepita e progettata per gli ampi spazi dell'Arena.
 
ATTO I

C'è vento di guerra a Memphis. Ramfis, sommo sacerdote e potere segreto dello Stato, informa Radames, capitano delle guardie, che gli etiopi stanno per invadere l'Egitto. L'idea di una guerra stimola Radames, uomo di ambizione e coraggio. Spera che il dio Iside lo nomini comandante supremo dell'esercito. Sogna di gloria, e tutto sembra possibile. La guerra, per lui, è anche un'occasione per apparire valoroso davanti agli occhi della donna che ama segretamente: Aida, schiava etiope al servizio di Amneris, la figlia del faraone.

Anche la principessa egiziana è innamorata di Radames. Di natura intuitiva, però, sospetta immediatamente di avere un rivale in questo schiavo, ma preferisce nascondere la sua gelosia con una doppia astuzia. Nel frattempo, il cuore di Aida è carico di ansia: il suo paese è in guerra, ma allo stesso tempo, un amore la lega a un mondo nuovo.

Suoni di fanfara e una maestosa scena corale supera i conflitti e le aspirazioni individuali. I leader dello Stato si incontrano per pianificare una strategia di guerra. Il Re e Ramfis si distinguono come personalità che non hanno un'identità individuale, incarnando un potere che schiaccia chiunque si metta sulla loro strada.

Dopo che un messaggero arriva a confermare che gli etiopi hanno invaso sotto la guida del re Amonasro, il faraone annuncia che l'Oracolo ha scelto Radames come comandante in capo.

Tutti sono entusiasti e lo spingono a tornare a casa vittorioso. Aida, in privato, soffre: spera che Radames vinca ma allo stesso tempo vuole che suo padre, Amonasro, distrugga le truppe egiziane. Disperata, piena di ansia repressa, prega gli dei per la misericordia.

Il rito dell'investitura come comandante in capo si svolge nel Tempio di Vulcano. Su uno sfondo di canti e danze, un velo d'argento è posto sulla testa di Radames mentre Ramfis gli consegna la spada consacrata. Il comandante in capo ha ricevuto una benedizione, quindi si tratta di un giusto waralbeit impostato sulla distruzione.

ATTO II

Amneris è nel suo appartamento a preparare il ritorno trionfale di Radames. Il suo doppio gioco con Aida procede astutamente. Lei è amichevole con lei, ma conduce la loro conversazione alla questione a lei più cara, mettendo alla prova i sentimenti dello schiavo: Radames, la informa con studiata indifferenza, è stata uccisa in battaglia. La disperazione di Aida nel sentire questa notizia conferma i sospetti di Amneris. Rivela l'inganno e ammette la verità: Radames è vivo, ma anche lei è innamorata di lui. Furiosa, la figlia del faraone minaccia di vendetta.

In Scena 2 i destini privati vengono dimenticati mentre marce, danze, inni e fanfare accolgono l'esercito vittorioso di Tebe. Radames entra alla fine della processione trionfale. Il re promette di esaudire tutti i desideri di Radames. Anche i prigionieri etiopi archiviano il passato e Aida riconosce uno di loro, suo padre Amonasro vestito da semplice ufficiale che parla a nome di tutti gli ostaggi, chiedendo clemenza. Ramfis invita il re a non mostrare pietà mentre Radames chiede che ai prigionieri siano concesse la vita e la libertà. Il re raggiunge un compromesso: Aida e Amonasro rimarranno ostaggi in Egitto come garanti della pace, tutti gli altri saranno liberati. Viene annunciato il matrimonio di Amneris con i trionfanti Radames. In un clima di ripudio generale, Amonasro medita la vendetta. Aida e Radames sono disperati. Con sentimenti privati e grandi emozioni collettive manipolate e organizzate secondo un rituale fanatico, qualsiasi tipo di conciliazione è impossibile.

ATTO III

Di notte, sulle rive del Nilo, Amneris si reca nel tempio di Iside per pregare. È la vigilia delle sue nozze. Arriva anche Aida, segretamente: ha un appuntamento con Radames. Piena di ansia e nostalgia, Aida evoca gli ampi spazi aperti della sua patria, canta il suo amore per la sua terra perduta, simbolo di una felicità promessa e svanita.

Amonasro appare inaspettatamente e organizza un'imboscata contro l'esercito egiziano. Si è reso conto che Aida e Radames sono legati e sfrutta i sentimenti della figlia per elaborare una strategia. Con ingannevole dolcezza, promette il suo ritorno a casa, la gloria e l'amore, ma pone una condizione: la persona amata deve divulgare il percorso delle truppe egiziane. Aida cerca di opporvisi, ma la maledizione del padre e il senso di colpa del padre, nel caso in cui il suo popolo venisse massacrato, la portano a cedere. Plagiata, Aida affronta l'incontro con la persona amata, spiegando le ragioni per cui l'unica soluzione possibile è la sua fuga. Riesce a convincerlo con la seduzione e la sensualità. Radames rivela i piani militari che vuole ma Amonasro, inopportunamente, appare e rivela la sua identità, frustrando tutti.

La situazione peggiora. Amneris, che ha ascoltato la conversazione, esce dal tempio, gridando di tradimento. Amonasro si scaglia contro di lei per ucciderla, ma Radames lo blocca, consegna la sua spada a Ramfis e si è fatto arrestare. Aida fugge con suo padre. Il suo sogno d'amore è ormai infranto per sempre, sulle rive del Nilo.

ATTO IV

In una stanza del palazzo del Re, Amneris è ora disperata. Il suo orgoglio ferito, lei è divisa tra

tra la rabbia e l'amore, tra il suo desiderio di salvare Radames o di rovinarlo. Alla fine decide di salvarlo. Lo fa portare davanti a lei e lo prega di dimostrare la sua innocenza: chiederà al re la misericordia.

Radames si rifiuta, sostenendo di aver tradito involontariamente e, avendo perso Aida, dice che preferirebbe morire. Resiste alle lusinghe di Amneris, anche quando lei rivela che Aida è ancora viva e lei promette di salvarlo se lui rinuncia al suo amore per la schiava.

Radames viene riportato in prigione. I sacerdoti vengono a dare il loro verdetto. Le accuse di Ramfis si sentono in lontananza, in contrasto con il silenzio dell'accusato seguito dalla diatriba dei santi ministri. La sentenza arriva in fretta: Radames è colpevole e sarà sepolto vivo. Amneris cerca di salvarlo, ma il suo intervento non serve a nulla alla luce della crudeltà dei sacerdoti, i veri portatori del potere. Nemmeno la figlia del faraone può opporsi all'apparato repressivo dello Stato, ai meccanismi implacabili dell'organizzazione militare e religiosa.

Nel Tempio di Vulcano, i sacerdoti seppelliscono Radames sotto una lapide. Aida, però, si nasconde già lì, essendo entrata segretamente nella cripta, per morire accanto alla sua amata. Egli è disperato; lei vede l'angelo della morte avvicinarsi e con esso la gioia eterna. Il tempio è ora invaso dalla luce

e un Amneris sconfitto prega per la pace. Una singola, sinistra nota suona ripetutamente. Nell'oscuro sottosuolo dove sono sepolti, Aida e Radames sono immersi in un mare di luce musicale, preannunciando un altro mondo oltre questo, dove potranno godere della felicità che è stata loro negata sulla Terra.

Programma e cast

DIRETTORE
Marco Armiliato
16, 17, 25, 29 giugno 09, 16, 21, 30 luglio 02 agosto

Daniel Oren
18, 23 agosto 03, 08 settembre

REGIA, SCENE, COSTUMI, LUCI, COREOGRAFIA
Stefano Poda
16, 17, 25, 29 giugno 09, 16, 21, 30 luglio 02, 18, 23 agosto 03, 08 settembre

IL RE
Simon Lim
16 giugno 16, 30 luglio 02 agosto

Michele Pertusi
17 giugno

Abramo Rosalen
25, 29 giugno 09, 21 luglio

Vittorio De Campo
18 agosto 08 settembre

Romano Dal Zovo
23 agosto 03 settembre

AMNERIS
Olesya Petrova
16, 25 giugno 21, 30 luglio 02 agosto

Anita Rachvelishvili
17 giugno

Clémentine Margaine
29 giugno 18, 23 agosto

Ekaterina Semenchuk
09, 16 luglio 03, 08 settembre

AIDA
Anna Netrebko
16 giugno 16, 30 luglio 02 agosto

Maria José Siri
17, 25 giugno 08 settembre

Monica Conesa
29 giugno 09, 21 luglio

Anna Pirozzi
18, 23 agosto

Elena Stikhina
03 settembre

RADAMÈS
Yusif Eyvazov
16, 25 giugno 09, 16, 30 luglio 02 agosto

Luciano Ganci
29 giugno

Yonghoon Lee
21 luglio

Gregory Kunde
18, 23 agosto

Angelo Villari
03 settembre

RAMFIS
Michele Pertusi
16 giugno

Alexander Vinogradov
17, 25, 29 giugno

Rafał Siwek
09, 16, 21 luglio 18, 23 agosto 03, 08 settembre

Christian Van Horn
30 luglio 02 agosto

AMONASRO
Roman Burdenko
16, 25 giugno

Amartuvshin Enkhbat
17 giugno 30 luglio 02 agosto 03 settembre

Youngjun Park
29 giugno 09, 16 luglio

Simone Piazzola
21 luglio

Alberto Gazale
18 agosto

Ludovic Tézier
23 agosto

Gevorg Hakobyan
08 settembre

UN MESSAGGERO
Riccardo Rados
16, 17, 25, 29 giugno 09, 16 luglio 23 agosto 03, 08 settembre

Carlo Bosi
21, 30 luglio 02, 18 agosto

SACERDOTESSA
Francesca Maionchi
16, 29 giugno 21 luglio 03, 08 settembre

Daria Rybak
17, 25 giugno 16, 30 luglio 02 agosto

Yao Bohui
09 luglio 18, 23 agosto

Galleria fotografica
Fondazione Arena di Verona
© Fondazione Arena di Verona
Aida cu Anna Netrebko
Fondazione Arena di Verona
© Fondazione Arena di Verona
Fondazione Arena di Verona
© Fondazione Arena di Verona
Fondazione Arena di Verona
© Fondazione Arena di Verona

Arena di Verona

L'Arena di Verona è un anfiteatro romano situato nel centro storico di Verona, icona della città veneta insieme alle figure di Romeo e Giulietta. Si tratta di uno dei grandi fabbricati che hanno caratterizzato l'architettura ludica romana ed è l'anfiteatro antico con il miglior grado di conservazione, grazie ai sistematici restauri realizzati dal seicento ad oggi.

Durante il periodo estivo viene utilizzato per il celebre festival lirico e vi fanno tappa numerosi cantanti e band.

 

Architettura

Spaccato dalla parte con l'Ala che mostra le scale ed i passaggi, e mappa dell'anfiteatro, con segnalate le cloache

L'elemento base della pianta dell'anfiteatro è costituito dall'ellisse dell'arena (lo spazio centrale in cui si svolgevano gli spettacoli), che fu quasi sicuramente tracciata sul terreno all'inizio dei lavori: il perimetro esterno dell'anfiteatro si ottenne poi tracciando una linea concentrica a quella dell'arena. Questa ellisse base venne ottenuta con quattro cerchi, di cui i due minori (posti lungo l'asse maggiore) ottenuti suddividendo il semiasse maggiore in cinque parti di 25 piedi l'una, due delle quali altro non sono che il raggio preso all'estremità dello stesso asse maggiore. La curva maggiore invece ha un raggio di sette parti da 25 piedi, con il centro all'estremità del prolungamento esterno.

L'arena misura 75,68 m x 44,43 m, ovvero 250 x 150 piedi romani, dunque una cifra tonda, a conferma della semplicità del modulo base utilizzato, con un rapporto tra asse maggiore e asse minore di 5 a 3. La cavea è invece larga 39,40 m, ovvero 125 piedi, mentre le dimensioni massime dell'anfiteatro (asse maggiore x asse minore) sono di 152,43 m x 123,23 m, ovvero 520 x 420 piedi romani.

L'anfiteatro sorgeva su di una lieve prominenza artificiale (mentre oggi si trova sotto il normale livello stradale), e le sue fondazionierano costituite da una platea in opera cementizia. Tra l'anello più esterno e la base del podio vi è un dislivello di 1,60 m.[58] Il drenaggio delle acque, molto importante per un'opera di tali dimensioni, era assicurato da tre cloache anulari poste sotto il pavimento di altrettante gallerie concentriche, che non erano altro che la struttura portante del primo piano. Altre due cloache erano poste lungo gli assi maggiore e minore della struttura, e portavano le acque di scarico fino all'Adige (tra l'altro, una di queste è stata esplorata per circa cento metri). Questo sistema di fogne era molto efficiente, anche per via delle grandi dimensioni: l'altezza si mantiene costantemente sui due metri.Esse furono costruite con tratti di muratura a ciottoli legati con malta, e alternati a file orizzontali di tre mattoni, mentre grandi lastre di pietra fungono da copertura. Una tecnica simile era stata utilizzata per la messa in opera dell'impianto fognario cittadino.

 

Struttura interna

 

Partendo dall'interno dell'anfiteatro e muovendo lungo l'asse delle gallerie si trovano un massiccio in opera cementizia a 6,80 m dal margine esterno della cavea e quindi la prima galleria, larga 3 m ed alta 3,60 m, seguita dopo 11,18 m dalla seconda, larga 3,30 m ed alta 9,10 m, ed quindi la terza galleria a 14,45 m dalla seconda, larga 4,30 m ed alta 8,15 m.[61]Sopra la galleria più esterna ne sorgeva un'altra (delle stesse dimensioni), che, a sua volta, reggeva il portico della cavea.

Queste tre gallerie concentriche andavano a formare quattro settori. Partendo sempre dall'interno, tra l'arena e la prima galleria è presente il primo ordine di gradinate, il maenianum. Il primo corridoio anulare, detto praecinctio, poggiava sullavolta della prima galleria, e separava il secondo ordine di gradinate, tra prima e seconda galleria. Sopra la volta della seconda galleria vi era quindi il secondo corridoio anulare, che separava il secondo dal terzo ordine di gradinate. A questo punto le scale che portano ai vomitori hanno un andamento più complesso ed iniziano ad incrociarsi. Vi era quindi un terzo corridoio anulare che separava terzo e quarto ordine di gradinate. Dopo si alzava un portico, in corrispondenza della galleria più esterna, il cui tetto poggiava sul colonnato antistante la cavea da una parte, e su delle mensole (ancora visibili sull'Ala) dall'altra.

 

L'ingresso più monumentale dell'anfiteatro è posto ad ovest dell'edificio, quindi verso porta Borsari e la via Postumia: qui la volta centrale è alta il doppio delle altre e giunge fin sotto le gradinate della cavea. Il settore ovest doveva quindi essere il più importante,[61] come sembra confermare anche la diversa disposizione delle scale d'accesso rispetto al settore est: nel primo settore (quello ovest) gli ambienti sono simmetrici, in questo modo i corridoi sono realizzati rettilinei e conducono dunque gli spettatori direttamente agli ordini inferiori delle gradinate, mentre nel settore est i corridoi sono piuttosto irregolari, e la maggior parte delle persone veniva incanalato verso gli ordini di gradinate superiori. Al contrario, nel settore ovest la maggior parte degli ospiti era incanalato verso gli ordini inferiori. Inoltre, dall'ingresso monumentale, entrava probabilmente la processione che inaugurava i giochi.

 

Come arrivare a Verona - Auto, autobus, treno o aereo

In Auto 
Verona è facilmente raggiungibile percorrendo: 
- l'autostrada A4 Serenissima Milano - Venezia, uscendo a Verona Sud. 
- la A 22 Brennero - Modena, raggiungendo il raccordo con la A 4 in direzione Venezia con uscita a Verona Sud. 
Arrivati all'uscita dal casello autostradale seguire l'indicazione con la dicitura "tutte le direzioni" e successivamente quella per il centro. Distanze approssimative da Verona percorrendo l'autostrada: 
Vicenza km 51 Venezia km 114 Firenze km 230 
Brescia km 68 Bologna km 142 Roma km 600 
Padova km 84 Bolzano km 157 Napoli km 800 
Trento km 103 Milano km 161 

In Autobus 
Il centro della città è collegato con i comuni limitrofi e il Lago di Garda da un servizio pubblico di autobus di colore blu. 
La stazione degli autobus si trova di fronte alla Stazione FS di Verona Porta Nuova. 
Per controllare gli orari e le direzioni consultare il sito dell'Azienda Provinciale Trasporti Verona(APTV). 



In Treno 
La stazione principale è VERONA PORTA NUOVA, che si trova all'incrocio tra la linea Milano - Venezia e la linea Brennero - Roma. 
Esistono collegamenti con tutte le maggiori stazioni ferroviarie italiane per mezzo di treni diretti, Intercity e Eurostar durante tutto l'arco della giornata. 
Tempi approssimativi di percorrenza: da Padova 1 ora; da Vicenza 40 minuti; da Venezia 1 ora e mezza; da Milano 2 ore; da Roma 5 ore. 
Dalla stazione si può accedere agli autobus per il centro, con fermata in Piazza Bra, la piazza centrale dove si trova l'Anfiteatro Arena. 
Le linee per raggiungere il centro sono: 11, 12, 13, 14, 72 e 73. 


In Aereo 
L'Aeroporto Valerio Catullo di Verona Villafranca si trova a circa 10 chilometri dal centro città, in direzione sud-ovest. Presso l'Aeroporto Catullo operano varie compagnie aeree tra cui Air Dolomiti. 
È disponibile un servizio di autobus navetta dall'aeroporto alla Stazione FS di Porta Nuova e viceversa. La fermata dell'autobus si trova davanti alla stazione ferroviaria di Porta Nuova. Anche l'Aeroporto Gabriele D'Annunzio di Brescia Montichiari, a 52 Km da Verona, è collegato alla Stazione FS di Verona Porta Nuova da una navetta che effettua il servizio di collegamento due volte al giorno. Anche la fermata di questa navetta si trova davanti alla Stazione FS di Verona Porta Nuova.

 

Parcheggiare 

 
Prenota il tuo parcheggio in anticipo, goditi lo spettacolo

Istruzioni per arrivare in auto 

L’Arena è facilmente raggiungibile percorrendo l'autostrada A4 Serenissima Milano - Venezia, uscendo a Verona Sud. 

Dalla A22 Brennero - Modena, raggiungendo il raccordo con la A4 in direzione Venezia con uscita a Verona Sud. 

Arrivati all'uscita dal casello autostradale seguire l'indicazione con la dicitura "tutte le direzioni" e successivamente quella per il centro. Per parcheggiare vicino all’Arena potete servirvi di “Parcheggio Arena” in via Bentegodi. 

Parcheggiare comodamente e prenotare il posto auto.

E' possibile prenotare il posto auto presso i seguenti parcheggi Saba Abertis, a un passo dall’Arena di Verona:

Parcheggio Arena
Via M.Bentegodi,8 - Verona - 37122

Parcheggio Arsenale
Piazza Arsenale,8 - Verona - 37126

Parcheggio Isolo
Via Ponte Pignolo, 6/c - Verona - 37129

Parcheggio Polo Zanotto
Viale Università,4 - Verona - 37129

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