Requiem

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Produzione del Festival d’Aix-en-Provence 2019

Una coproduzione con Adelaide Festival, Theater Basel, Wiener Festwochen, Palau De Les Arts Reina Sofía, La Monnaie / De Munt

 

Alla fine della sua esistenza, una donna si immerge nella notte del suo ultimo viaggio e ripercorre le diverse fasi della sua vita. Come l’ombra che proietta, l’intera creazione si dispiega ora dall’inizio, attraverso l’inesorabile litania di tutte le cose ormai scomparse. Ma allora una catena di danzatori fraterni e festosi riversa la propria forza nella battaglia, esplodendo con tutta l’energia gioiosa dei vivi. Poche opere hanno suscitato tanto commento quanto questo ultimo Requiem. Dalla sua lunga esperienza con la morte, Mozart ha creato un testamento di portata universale, dando voce all’angoscia umana e al terrore del cosmo, ma tracciando anche un percorso verso la pacificazione e la luce. Per Romeo Castellucci, la finitudine conferisce valore a tutte le cose e bellezza alle opere d’arte. Con Raphaël Pichon a guidare una nuova generazione di cantanti e le forze musicali di Pygmalion, la cui straordinaria esecuzione offre una distillazione di tutta la nostra umanità, quest’opera famosa si trasforma in un’esperienza d’ascolto unica.

Programma e cast

Requiem in Re minore, KV 626
Testo anonimo in latino dalla Messa cattolica per i defunti
Prima esecuzione il 2 gennaio 1793 al Jahn-saal di Vienna
Versione completata da Franz Xaver Süssmayr (1792)
Arrangiamento di Raphaël Pichon che incorpora altre opere di Mozart e sequenze gregoriane

 

Direttore d’orchestra: Raphaël Pichon*
Regia, scene, costumi e luci: Romeo Castellucci
Drammaturgia: Piersandra di Matteo
Coreografia: Evelin Facchini
Collaboratore alla regia: Silvia Costa

Soprano: Mélissa Petit
Alto: Beth Taylor
Tenore: Duke Kim*
Basso: Alex Rosen*

Coro e Orchestra: Pygmalion

*Ex artisti dell’Académie

Teatro dell´Arcivescovado

Con la sua grande scalinata, gli archi medievali e le ali seicentesche che racchiudono uno spazio quasi quadrato, il cortile dell'ex palazzo arcivescovile di Aix è un gioiello della corona architettonica di Aix-en-Provence e uno dei luoghi che più memorabilmente evoca il passato del suo centro storico. Trasformato in teatro nel 1948, è oggi il luogo più strettamente legato al Festival.


È stato ristrutturato l'ultima volta nel 1998, quando le facciate sono state restaurate e sono stati intrapresi lavori per creare un rapporto speciale tra palcoscenico e pubblico. Ogni estate, il Théâtre de l'Archevêché emana un'atmosfera magica, che François Mauriac ha definito "Don Giovanni tra le stelle".

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