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Madama Butterfly

VenueTeatro Regio di Parma
Calendarven 16 apr 2027 - sab 24 apr 2027
Sinossi/Dettagli

Trama

Atto I

Siamo all'inizio del XX secolo a Nagasaki. Benjamin Franklin Pinkerton (tenore), giovane ufficiale della marina degli Stati Uniti, sbarcato in Giappone si unisce in matrimonio con una ragazza quindicenne di nome Cio Cio-san (in giapponese 蝶蝶さん, Chōchō-san), che significa Madama (San) Farfalla (蝶?, Chō), in inglese Madama Butterfly (soprano), nome col quale viene chiamata dopo le nozze per sancire la fedeltà al marito.

Le nozze sono fortemente volute da entrambi gli sposi: Cio Cio-san, caduta in disgrazia dopo il seppuku del padre, è stata infatti costretta a diventare una geisha e spera di riabilitarsi mediante il matrimonio; Pinkerton, dal canto suo, la sposa per puro spirito di avventura, consapevole di avere secondo le usanze locali il diritto di abbandonare la moglie anche dopo un solo mese.

Durante la cerimonia irrompe lo zio bonzo di Cio Cio-san, che disereda la ragazza poiché, per sposare Pinkerton, ella ha rinunciato al suo legittimo nome e al buddhismo per abbracciare il cristianesimo. Abbandonata per sempre la sua famiglia, Cio Cio-san si lega ardentemente al marito appena sposato col quale si prepara a consumare.

 

Atto II

Sono passati tre anni da quando Pinkerton è ritornato in patria abbandonando la giovanissima sposa, che vive nella casa lasciatale dal marito assieme alla fedele serva Suzuki. La dimora sta andando in malora e la somma di denaro lasciata da Pinkerton è vicina a esaurirsi; Suzuki ha ormai realizzato che l'uomo non tornerà, ma Cio Cio-san, forte di un amore ardente e tenace, pur struggendosi nella lunga attesa continua a ripetere a tutti la sua incrollabile fiducia nel ritorno dell'amato.

Un giorno riceve la visita del console Sharpless (baritono), venuto a sincerarsi delle condizioni della donna; vedendo quanto lei si illuda, le suggerisce di accettare la corte del principe Yamadori, che vorrebbe sposarla ma che lei rifiuta ostinatamente poiché si considera ancora legata a Pinkerton.

Cio Cio-san reagisce mostrandogli il figlio che ha avuto con Pinkerton prima che partisse, e che ha nascosto a tutti, compreso il marito: se questi non tornerà, poiché è stata allontanata dalla famiglia di provenienza, a lei non resterà che ridiventare geisha per mantenere il figlio, sorte a cui ella preferisce la morte.

Successivamente Cio Cio-san scruta l'orizzonte e vede apparire la nave su cui era imbarcato il suo amato: convinta che sia tornato per lei, la donna esulta e insieme a Suzuki addobba la casa per accoglierlo degnamente; le due donne e il bambino restano in attesa per tutta la notte, ma nessuno si presenta.

 

Atto III

Cio Cio-san, dopo la notte insonne passata ad aspettare Pinkerton, è ormai disillusa e si rassegna al suo fato. Mentre riposa, il suo amato si presenta presso la loro casa, accompagnato da Sharpless e dalla giovane Kate, da lui sposata regolarmente negli Stati Uniti.

L'uomo rivela a Suzuki che è venuto a prendersi il bambino per portarlo con sé in patria ed educarlo secondo gli usi occidentali. Ma, quando Pinkerton vede come Butterfly ha decorato la casa per il suo ritorno, si rende conto di aver commesso un grosso errore. Ammette di essere un codardo e di non poterla affrontare, lasciando Suzuki, Sharpless e Kate a dare la notizia alla donna.

Questa accetta di rinunciare a suo figlio purché Pinkerton venga di persona a vederla. La sua grande illusione, la felicità sognata accanto all'uomo amato, è svanita del tutto. Decide quindi di scomparire dalla scena del mondo, in silenzio, senza clamore; dopo aver affidato il figlio alle cure di Pinkerton e Kate, lo pone su una stuoia e gli fa voltare il viso verso sinistra, gli mette tra le mani una piccola bandiera americana e una bambolina mentre con delicatezza lo benda.

Nella struggente e drammatica scena finale, Cio Cio-san prega le statue dei suoi dei ancestrali, dice addio al figlio, chiude la porta e si posiziona dietro un paravento. Butterfly si colpisce (secondo l'usanza giapponese denominata jigai) con un tantō ereditato dal padre, al quale era stato dato dal Mikado perché si suicidasse, che presentava le parole "con onor muore chi non può serbar vita con onore" incise sulla lama; si trascina verso il figlio e gli cade vicino.

Si sente da lontano la voce di Pinkerton che grida "Butterfly! Butterfly!", quindi egli entra, insieme a Sharpless, nella stanza di Butterfly per chiederle scusa, ma è troppo tardi e la trova ormai morta, mentre il bambino, bendato, gioca con una bambola e la bandierina, ignaro di tutto.

 

  • - Dove si trova il Teatro Regio di Parma?
    • Il Teatro Regio di Parma si trova nel centro storico di Parma, in Italia, una città rinomata per il suo ricco patrimonio musicale e la sua tradizione operistica. L’indirizzo è Str. Giuseppe Garibaldi, 16/A, 43121 Parma, Italia.
  • - Quanto tempo prima dovrei arrivare allo spettacolo?
    • Consigliamo di arrivare almeno 30 minuti prima dell’orario previsto per l’inizio dello spettacolo. In questo modo avrete abbastanza tempo per trovare l’ingresso, tenere pronto il biglietto, utilizzare il guardaroba se necessario e raggiungere il vostro posto. Se non conoscete il teatro, vi consigliamo di arrivare con ulteriore anticipo.
  • - Qual è il codice di abbigliamento del Teatro Regio di Parma?
    • Si consiglia un abbigliamento casual elegante. Gli ospiti possono anche scegliere un abbigliamento più formale per le opere serali o gli eventi speciali. In genere non è necessario indossare abiti da sera, ma consigliamo di evitare abbigliamento da spiaggia, sportivo o eccessivamente informale.
  • - È disponibile un guardaroba presso il Teatro Regio di Parma?
    • Sì. Il teatro dispone di un guardaroba dove i visitatori possono lasciare cappotti, ombrelli, cappelli e borse. La disponibilità e le eventuali restrizioni possono variare a seconda dello spettacolo.
  • - Il Teatro Regio di Parma è accessibile alle persone con mobilità ridotta?
    • Il teatro offre percorsi accessibili in sedia a rotelle e posti riservati agli utenti in sedia a rotelle. I posti accessibili dovrebbero essere prenotati in anticipo. Contattateci direttamente per assicurarvi che siano disponibili posti adeguati.
  • - È consentito scattare fotografie e registrare video durante gli spettacoli?
    • Durante gli spettacoli non sono consentite fotografie né registrazioni audio o video. Si prega di spegnere il cellulare e le eventuali sveglie prima dell’inizio dello spettacolo.
Cast

Musica di Giacomo Puccini Tragedia giapponese in tre atti Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa (da John L. Long e David Belasco) Casa Ricordi, Milano Prima rappresentazione il 17 febbraio 1904 al Teatro alla Scala di Milano

Direttore d'orchestra: Renato Palumbo Regia, scene e costumi: Pier Luigi Pizzi Luci: Massimo Pizzi Gasparon Contarini

 

ITALIAN PHILHARMONIC ORCHESTRA CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA Maestro del coro: Martino Faggiani

Allestimento dell'Associazione Arena Sferisterio di Macerata

Spettacolo con sopratitoli in italiano

 

Cast

Madama Butterfly: Carolina López Moreno

Suzuki: Valentina Pernozzoli

Kate Pinkerton: Irina Bogdanova

F. B. Pinkerton: Piero Pretti

Sharpless: Alessandro Luongo

Goro: Enrico Casari

Lo zio Bonzo: Baopeng Wang

Location
Teatro Regio di Parma

Il Teatro Regio di Parma, originariamente costruito con il nome di Nuovo Teatro Ducale, è un teatro d’opera e una compagnia lirica situati a Parma, in Italia.

Costruito per sostituire un teatro ormai obsoleto, il nuovo Ducale acquisì prestigio negli anni successivi al 1829, soprattutto dopo che il compositore Giuseppe Verdi, nato nei pressi di Busseto, a circa trenta chilometri di distanza, raggiunse la fama. Anche il direttore d’orchestra Arturo Toscanini era molto conosciuto a Parma, dove nacque nel 1867.

Come ha osservato Lee Marshall, «sebbene non sia famoso quanto il Teatro alla Scala di Milano o il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Regio della città è considerato dagli appassionati d’opera una delle vere sedi della grande tradizione italiana, e il pubblico esperto è noto per esprimere apertamente la propria approvazione o disapprovazione, non soltanto dalla galleria».

La sala, con 1.400 posti, quattro ordini di palchi sormontati da una galleria, fu inaugurata il 16 maggio 1829 con la prima rappresentazione dell’opera Zaira di Vincenzo Bellini. Lo spettacolo fu replicato altre sette volte, sebbene non riscuotesse grande successo tra il pubblico parmense. Inizialmente era stato invitato Rossini a comporre un’opera per l’inaugurazione del teatro, ma, essendo troppo impegnato, l’incarico fu affidato a Bellini. Tuttavia, durante la stagione inaugurale furono messe in scena tre opere di Rossini, tra cui Moïse et Pharaon, Semiramide e Il barbiere di Siviglia.

Oggi il teatro mette in scena circa quattro opere per stagione, da metà gennaio ad aprile, e dal 2003 presenta ogni anno, nel mese di ottobre, un Festival Verdi.

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